Galleria [Il Crepuscolo degli Dèi - 2018]

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Barbari del Nord

Le schiere del Lupo

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Mentre il nord cade, dimenticando gli antichi Dei, solo Altea, patria del Lupo, si erge come ultima roccaforte contro la spietata avanzata del Re. Molti sono caduti per difenderla e ora il peso del comando grava sulle spalle di Brunilde, guerriera e figlia di capi, e sulle sue sorelle di lancia. A rimpolpare le fila, giovani al primo scontro e veterani legati a lei dal Fato. Sarà in grado di farsi tributare, a ogni costo, il rispetto dovuto? I Figli del Lupo da sempre si sentono superiori ad ogni altro clan. Nessuno sa dire con che animo essi marcino seguendo il richiamo del Gufo ma in molti sono pronti a giurare che essi non vorranno schierarsi in nessuna alleanza. Non ne hanno bisogno.
Brunilde del Lupo
#36 - la fiera Signora del Lupo
Sinilde del Lupo
#37 - il fiore del Nord
Cunegonda
#38 - la donna dallo scudo infranto
Ermengarda
#39 - la guerriera lacerata
Dialdana
#40 - la maliarda maledetta
Rosmunda
#41 - la strega innamorata
Frida
#42 - l'arcigna megera
Arimanno
#43 - il sognatore storpio
Altachiara
#44 - La speranza e il segreto
Ildebrando
#45 - il guerriero che giurò per amore
Dagoberto
#46 - l'astuto solitario
Liutprando
#48 - il cantore altezzoso
Ser Rongomiante Leondoro
#49 - il cavaliere errante
Childeberto
#50 - il fuggiasco
Grimoalda Linguanera
#51 - La nemica del Fato
Oddone
#52 - il cupo maestro d'arma
Teodorico
#53 - il saggio maestro di caccia
Vacone
#55 - il veterano mosso dal dovere
Brunvino Neraventura
#56 - il veterano con un debito di sangue
Everardo figlio di Isenbrando
#57 - lo sprezzante delle leggi
Fridelmo figlio di Isenbrando
#58 - il guerriero segnato dalle stelle
Teodolinda figlia di Isenbrando
#59 - la scudiera assetata di vendetta
Boadicea
#60 - la campionessa del Lupo

I selvaggi rinnegati

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Anche nel selvaggio Nord ci sono leggi. Leggi antiche come i monti e dure come la pietra, leggi di sangue e onore, di ospitalità e dovere. Chi, per colpa, volontà o destino, non può o non vuole rispettarle, deve scegliere tra la morte e una vita di esilio. Wulfila ha preferito l'esilio, come anche Maltena, una volta sciamana del Clan del Gufo. Sono loro, adesso, a guidare una schiera di guerrieri orchi che si ingrossa di giorno in giorno. Risponderanno alla chiamata ? A chi va la loro lealtà, al Nord che li ha esiliati, agli Spiriti o a se stessi ?
Wulfila
#61 - Il titano
Maltena
#62 - L'Idra
Spezzafigli
#63 - Il Lestrigone
Squarcialupi
#64 - Il Centauro
Mordicarne
#65 - Il Cerbero
Nerapiaga
#66 - L'arpia
Malacoda
#67 - La sfinge
Calcabrina
#68 - La manticora
Graffiacane
#69 - L'anfesibena

I sette figli del Cervo

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Il più civilizzato e ricco fra i clan dei barbari aveva forse troppo da perdere per conservare l’onore. Quando le truppe del Re cinsero d’assedio Bassorivo, Cervanera, capo del clan, decise di arrendersi senza combattere, venendo addirittura acclamata dai guerrieri. Fu in quel momento che il suo sposo, Ardente del Cervo, capì che per salvare il suo popolo era necessario andare contro ogni auspicio, contro agli Spiriti stessi se necessario. Capì, che solo il ritorno del Re del Nord avrebbe salvato la sua terra. Ardente, protetto dalla notte, andò così fino a dove le figlie del fiume, vestali del Clan del Gufo, custodivano l’antica Corona di Ferro, perché restasse per sempre celata alla brama degli uomini. Ardente uccise una delle fanciulle e si diede alla fuga, stringendo fra le mani il freddo cerchio di ferro forgiato nell’epoca antica. Il Clan del Gufo chiamò a raccolta tutti i figli degli spiriti e bandì una grande caccia. Dopo giorni e notti di inseguimento Ardente fu infine raggiunto e ucciso. La corona, spezzata durante lo scontro, fu riportata al Clan del Gufo. Quando i sette figli di Ardente seppero della fine di loro padre, si strinsero in cerchio e pronunciarono un solenne giuramento: avrebbero riconquistato la Corona di Ferro, loro legittimo pegno per diritto di sangue e non si sarebbero fermati di fronte a nulla. Si mormora che, come ebbero finito di scandire le parole della tetra promessa, nell’aria si udì la voce degli spiriti scagliare sui sette fratelli una terribile maledizione.
Vivaldo del Cervo
#71 - Il tormento
Adelchi del Cervo
#72 - La memoria
Lanfranco del Cervo
#73 - La superbia
Clotilde del Cervo
#74 - La collera
Edgardo del Cervo
#75 - Il perdono
Sigismondo del Cervo
#76 - Il sacrificio
Lodovica del Cervo
#77 - La fortezza

I razziatori del Falco

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Il Falco, per secoli, è stato il Primo fra i Clan, custode del Corno dei Venti. prima che i traditori D’Urso lo rubassero con disonore, e guida per tutte le genti del Nord. Guerrieri votati al saccheggio, i figli del Falco sono predoni e razziatori, flagello delle coste e dei fiumi, la cui brama e cupidigia a lungo hanno fatto tremare il Regno intero.
Quando l’esercito del Re ha invaso il Nord, il Falco si trovava lontano, a reclamare bottino fra i mari meridionali, impossibilitato da distanza e tempeste d’inverno a ricongiungersi con il suo popolo. Solo a primavera le lunghe navi del Clan tornarono nella terra degli antenati, solo per scoprire che l’invincibile flotta di Sua Maestà bloccava ogni ormeggio. Come cantano le profezie, all’alba della fine i vincoli di sangue saranno spezzati. E così Falcobrando, capo del Clan, viene ucciso a tradimento, si dice dai suoi stessi parenti. Senza poter tornare alla propria rocca e senza più una guida, il Clan del Falco si interroga sul suo futuro, mentre, da Primo fra i pari, marcia come esule verso l’adunata del Gufo.
Saul dell'Agrosecco
#81 - Il Tredicesimo Guerriero
Ulderico del Falco
#82 - Il prode primogenito di Falcobrando
Raniero del Falco
#83 - Il rapace secondogenito di Falcobrando
Aleardo del Falco
#84 - Lo scaltro terzogenito di Falcobrando
Rodomonte
#85 - Il vecchio eccentrico
Fortebraccio
#86 - Il predone
Sichelmo
#87 - Il veterano pieno di rimpianti
Alma
#88 - La guerriera in catene
Guiscardo
#89 - Il giovane cantore
Alida
#91 - La figlia bastarda di Falcobrando
Edvige
#92 - La strega sferzante
Vercinge
#183 - Il soldato di una guerra persa
Dalia [PNG]
#526 - Esploratore del Falco

Spiriti, solitari e veggenti

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Nelle profonde foreste del Nord vivono ancora quelli che gli uomini chiamano misteri. Si racconta di tre fanciulle, le Tessitrici, custodi del fato di uomini e spiriti, oppure di un’enigmatica strega senza età, nascosta fra il buio degli alberi. Altri narrano di un guerriero dal nero destino che si aggira solitario ai margini di ogni campo di battaglia, mentre taluni ancora sostengono che no, niente di tutto questo è vero, e che nel fitto dei boschi si trovino solo pazzi e rinnegati...
Notte
#178 - L'incombenza del passato
Crepuscolo
#179 - L'incertezza del presente
Lodovico
#238 - Lo scudiero degli stracci
Enrico Alanera
#239 - Il cavaliere della cenere
Grendel [PNG]
#501 - Il mostro delle foreste
Mantodineve [PNG]
#502 - L'ultimo Satiro
Aurora [PNG]
#503 - L'innocenza del futuro
Fosco [PNG]
#504 - Il nero viandante
Tristecanto [PNG]
#529 - Il saggio eremita
Baudolino [PNG]
#543 - Il Fabbro degli Spiriti

Clan della Serpe

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Orchi. Una parola che le fiere genti del Nord pronunciano con sprezzante disgusto, come se fosse infetta di un male più antico del mondo. Orchi, i selvaggi uomini delle caverne, bestie sanguinarie senza onore, spiriti né leggi. Orchi. I nemici di sempre. Una nemesi da distruggere e temere. Un pericolo sempre in agguato, fra le fitte ombre delle gelide foreste. Una paura ancestrale che ora sembra cedere il passo ad nuovo tormento, mentre le invincibili armate del Re marciano sotto ad un cielo in frantumi.

Ma come finirono, quegli uomini ora chiamati Orchi, a prendere dimora nelle profondità ctonie, fra carcasse e carogne, come a nascondere la propria vergogna agli occhi del sole? Raccontano i Cantori che nei tempi antichi, quando mortali e Spiriti strinsero l’eterno vincolo, questi ultimi chiesero ai Clan di portare un dono come prova della loro fede. Tutti obbedirono al comando, offrendo tesori grandiosi come il mondo non ne avrebbe mai più visti. Tutti, tranne il Clan della Serpe, troppo orgoglioso per chinare il capo. Allora gli Spiriti scagliarono su di esso una terribile maledizione. Mai i figli della Serpe avrebbero varcato le soglie delle Aule dei Padri e mai ci sarebbe stata pace fra loro e i seguaci degli Spiriti.
Lordomanto [PNG]
#530 - Il mezzorco
Denteguasto della Serpe [PNG]
#531 - Capoguerra della Serpe
Pièscarno della Serpe [PNG]
#532 - Sciamano della Serpe
Acquascura della Serpe [PNG]
#533 - Strega della Serpe
Verdesquama [PNG]
#534 - Cacciatrice della Serpe
Ossascheggia [PNG]
#535 - Guerriera della Serpe
Colabile [PNG]
#536 - Aguzzino della Serpe
Torcicapo [PNG]
#537 - Boia della Serpe
Cavaocchi [PNG]
#538 - Guerriero della Serpe
Portaspine [PNG]
#539 - Guerriera della Serpe
Grondasangue [PNG]
#540 - Campione della Serpe
Scannamadri [PNG]
#541 - Guerriera della Serpe
Schiacciafalchi [PNG]
#542 - Cacciatore della Serpe

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Cavalieri di Castelbruma

Ambiziosi Alanera

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Nei tempi antichi gli Alanera furono gli ultimi Re del Nord. Non hanno scordato il sapore del comando e non perdoneranno agli odiati D'Urso di averli condotti alla rovina. In pochi sono scampati all'assedio di Corvia, la loro roccaforte, e il Duca Clodoveo ha preferito darla alle fiamme, sacrificando amici e congiunti, piuttosto che permettere che cadesse nelle mani del nemico. Con un manipolo di sopravvissuti il Duca ha raggiunto il Clan della Lince e stretto una precaria alleanza che gli consentirà di presenziare alla sacra adunata.
Ser Baiardo Tagliavia
#2 - Il colto veterano
Caterina
#3 - La segaossa
Leida
#5 - La selvaggia predatrice
Adalia
#6 - L'arco e il disprezzo
Ser Riccardo Tagliavia
#7 - La lama dell'ambizione
Vilfredo
#8 - La colonna dell'antico regno
Duchessa Crimilde del Lupo
#10 - La sposa rapita
Torvaldo
#11 - Lo spirito del sacrificio
Manfredo Alanera
#12 - La guida spezzata
Zerelda
#13 - L'incanto e la vendetta
Raina
#14 - La cacciatrice tormentata
Lutero
#15 - Il cantore del crepuscolo
Gisulfo [PNG]
#524 - Lo schiavo degli Alanera

Esuli D’Urso

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La famiglia D’Urso ha dominato le terre di Castelbruma fino a quando il suo ultimo Principe, Alarico D’Urso si ribellò a Re Edoardo, pagando con la vita il suo fiero affronto. La Rocca di Castelbruma giace in rovina e la Torre, suo stemma, inizia a sbiadire dagli ultimi scudi sfregiati dalla sconfitta. I figli di Alarico e un manipolo di veterani sono gli unici superstiti della potente casata che ora giace terribilmente ferita. Per quanto percosso, tuttavia, l'acciaio può essere ancora riforgiato, affilato, temprato. Non è ancora giunta la fine dei Principi di Castelbruma.
Meroveo D’Urso
#16 - l'ultimo Principe di Castelbruma
Astride D’Urso
#17 - La regina senza corona
Sibilla Portalupo
#18 - La figlia del Traditore
Rodolfo
#19 - il cantore ambizioso
Ser Baldovino Portarovo
#20 - Il cavaliere spezzato
Ser Dedrico Portarovo
#21 - Il cavaliere innamorato
Ser Sigfrido Portarovo
#22 - Il cavaliere dell'Antico Codice
Melusina
#23 - la cacciatrice al bivio
Adolfo
#24 - Il poeta cerusico
Alvinia Portarovo
#25 - La giovane lama
Rodomonte [PNG]
#527 - Esploratore dei d'Urso

Bruti Orsieri

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Sangue nero, sangue di Bruto. Da sempre, la stirpe degli Orsieri attende famelica il suo momento di gloria in una storia che li ha sempre esclusi. Si dice che i caparbi guerrieri degli Altopiani di questa famiglia non siano fedeli né al Re né agli Spiriti e che marcino a Nord con un oscuro segreto che grava su di loro. Sicuramente assieme a loro cammina la sfrontata risolutezza dei Bruti, un coraggio scellerato ma risoluto che suscita ora rispetto, ora timore
Orlando Mandimartello
#26 - l'indiscusso campione
Gertrude della brughiera
#27 - la strega crudele
Ser Alboino Nerabruma
#28 - il Cavaliere Nero
Dama Armilde Nerabruma
#29 - la Dama Temeraria
Ser Abelardo Nerabruma
#30 - il Cavaliere dal sangue caldo
Duchessa Ildegarda Orsieri
#31 - la Signora della Rocca
Ursino
#32 - Il guardiano indomito
Filiberto
#34 - il pazzo
Arrigo Orsieri
#35 - il senza padre
Fulberto [PNG]
#525 - Lo schiavo dei Bruti

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Mistici Pitti

Clan della Lince

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Dinnanzi alla fine che si professa, i figli della Lince sanno che ogni scelta può rivelarsi determinante, e deve essere presa con sicurezza e controllo. Fu con questo in mente che Manto della Lince sigillò il patto propostogli dal Duca Alanera, accettando di non chiamare le altre schiere brumiane all'adunata. Con grande sofferenza sacrificò la figlia primogenita per ingraziarsi gli Spiriti e garantirsi così il trionfo in battaglia. Pare però che gli spiriti avessero altri piani, e al sorgere del sole il capoclan venne trovato accoltellato. Salì così al potere Artiglio della Lince, più determinato che mai a portare il clan alla vittoria, dimostrandone il potere come rivalsa a tutte le angherie subite in passato.
Ora, ignorando il patto sancito con gli Alanera, il nuovo capoclan raduna anche tutte le altre schiere brumiane sperando di guidarle in battaglia, con la certezza che il sacrificio compiuto da Manto possa sancirne la vittoria.
Beldifiamma della Lince
#93 - La madre delle Linci
Artiglio della Lince
#94 - Il condottiero
Fiordivento
#95 - La donna di principio
Primaneve
#96 - La cantrice spezzata
Mantogrigio
#97 - La prima lama
Fieropasso
#98 - Lo scudo bianco
Fortebrando
#99 - La mano sicura
Ombra della Lince
#100 - La guerriera ardimentosa
PièdAlba
#101 - L’occhio della notte
Beldisole
#102 - La cantrice combattuta tra dovere e amore
Cuordivento
#103 - Il saggio vaticinatore
Nerolampo
#104 - Il guerriero irruento
Zanna della Lince
#106 - il nobile pronto a tutto
Mantocielo
#107 - Il maestro gentile
Volpegrigia
#109 - La cacciatrice spietata
Saviorso
#111 - il pugnale nella notte
Ventofiero
#112 - Il guerriero giusto
Ambraluna
#201 - La reietta vendicativa
Erbaluce [PNG]
#523 - La schiava della Lince

Clan del Gufo

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Come il loro animale guida, i pitti del clan del Gufo vedono laddove i più brancolano nel buio. Da tempo immemore custodiscono l'odiata Corona di Ferro, ora spezzata dopo la profanazione di Ardente del Cervo. La vergogna per il furto subito pende sopra le loro teste, e sono determinati a contribuire alla sua riforgiatura poiché, per quanto pericolosa, è una reliquia fondamentale per non scordare mai la tirannia del passato. I seguaci del Gufo sono i più attenti al canto degli spiriti. Rigidi nel seguire le tradizioni, non perdonano chi si allontana da esse. Onorare ciò che trascende il mondo, tener memoria del passato e lasciare immutato il presente è quel che si è sempre fatto e sempre si dovrà fare, ma pare che una misteriosa profezia stia dividendo gli sciamani, mettendo in pericolo ogni credenza.
Voce del Gufo
#113 - Il Sommo Sciamano
Sangue del Gufo
#114 - Il nobile illuminato
Occhiotetro
#115 - L'infervorato
Inverno
#116 - Il guerriero scaldo
Albogufo
#117 - Lo stanco guerriero
Brunobecco
#120 - Il giovane cacciatore tormentato
Ala del Gufo
#121 - La capoclan del Gufo
Mandiluna
#122 - La giovane strega
Neracerva
#123 - La cacciatrice ribelle
Biancospino
#124 - La bianca figlia del fiume
Ombrasera
#125 - L'orfana
Rivolimpido
#126 - La nera figlia del fiume
Malvarosa
#127 - La guerriera rispettosa
Chiarastella [PNG]
#522 - La schiava del Gufo
Terrabruna [PNG]
#528 - Esploratore del Gufo

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Sudditi del Re

I Convertiti Portalupo

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I Portalupo erano i primi tra i vassalli del Principe di Castelbruma.I più devoti. I più onorevoli. Quando Re Edoardo sconfisse Alarico D’Urso, il Duca Clotario Portalupo piegò il ginocchio, riconoscendone il diritto di conquista e risparmiando così alla sua gente guerra e sofferenza. Il suo nome venne cento volte maledetto da tutte le altre famiglie. Clotario ottenne il titolo di Vescovo del Regno e l’incarico di piegare il fiero Nord in nome del Re.

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