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Celtae

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Horum omnium fortissimi sunt Belgae, propterea quod a cultu atque humanitate provinciae longissime absunt.

La Storia: Anche i Galli dell’estremo nord, coloro che vivono oltre la Senna e sulle sponde del Mare del Nord, sono ormai sottoposti alla Repubblica. Dopo decenni di conquista e continue ribellioni, anche questa regione, così lontana, sembra pacificata. Sicuramente ha contribuito lo sterminio degli Eburoni, tribù locale celto-germana che bene incarna lo strano carattere misto di queste terre di confine. Ed anche l’alleanza coi Treveri, per quanto arrivata tardi, ha permesso a Roma di insediarsi qui. I Keltoi, come li chiamano i greci, o Galli, come ne parlano i Romani, sono un popolo antico, ben più di quello dell’Urbe, e ciò è evidente dai loro costumi e usi così remoti e misteriosi. Vivono in piccoli villaggi di famiglie allargate, e difatti i veri centri di queste culture sono gli Oppida, piccole strutture fortificate spesso collocate sulle colline sparse nelle piane. E ovviamente i Santuari: dalle più diverse forme e funzioni, spesso collegati a fonti d’acqua o boschetti sacri, qui si nasconde il cuore di queste popolazioni. Cuore che di recente Cesare e le sue legioni hanno bruciato, eliminando i rappresentanti della cultura celtica, i suoi guardiani e massimi esperti: i druidi.

La storia: ci troviamo in un piccolo centro sacro, lungo il confine della provincia, dove diverse famiglie e rappresentanti delle varie tribù celtiche locali, principalmente Treveri e marginalmente Nervi, si radunano con ciclicità per i culti pubblici qui tenuti. Non era un insediamento finché i Romani non hanno deciso di creare qui un piccolo castrum, per rafforzare il limes e il controllo sui locali. Come sempre accade, intorno al Castrum si è sviluppato un piccolo giro di abitanti locali, chi di fissa dimora, chi solo di passaggio. Ci sono mercanti, contadini, nobili locali e gente di ogni tipo. Questa è la loro terra, la loro casa, il loro Santuario. C’è chi si è trovato bene coi Romani, chi molto meno, ma ciò che è chiaro a tutti è che i Lupi sono qui per restare.

Nervi

Vikhu
LXIII - il capoclan che ha portato la pace
Ariomagios
LXIV - tradizione spietata
Vesuogeno
LXV - l'infelice figlio del capoclan
Virosagos
LXVI - l'agricoltore felice

Treveri Arduenni

Dumnorix Arduennos
XLIX - l'Indomito Aristocratico
Branwen
L - l'ombra della quercia
Gorlis
LI - veggente errante
Caturigia
LII - la focosa figlia del capoclan
Oletu
LIII - il guerriero in vendita
Helena
LIV - il sogno della libertà
Isarnakos
LV - l'Uomo del Ferro
Brigid
LXVIII - la filatrice dal cuore di ghiaccio

Treveri Sesmari

Amniorix Sesmaros
LVII - il Nobile Ambacte
Druentia
LVIII - il canto delle leggende
Andarta
LIX - l'orsa furiosa
Gaesokigos
LX - il tumultuoso campione
Taruos
LXI - l'erede della Spada
Albiorica
LXII - la fanciulla sacra agli dei
Nertakos
LXVII - il gioviale guascone
Uini
LXX - la filigrana celtica

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Custodes

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Omnium rerum principia parva sunt - ogni cosa ha un piccolo inizio

La Storia: Quando Cesare ha completato la sua campagna di conquista in Gallia, molte delle sue legioni sono state sciolte e le restanti sono state riassegnate per combattere nella successiva guerra civile contro Pompeo e i conservatori del senato romano. A mantenere l’ordine nella nuova provincia rimasero gli ausiliari, reclutati tra le province già romanizzate per affiancare i legionari in battaglia. Protetti all’interno dei castra, le truppe ausiliarie si costruirono una nuova vita, in costante contatto con le tribù del posto. Molti di loro hanno messo su famiglia, con la promessa che al termine del proprio servizio militare, avrebbero finalmente ottenuto la cittadinanza, per sé e per i propri cari. Alcuni castra, posti in posizioni strategiche o presso importanti crocevia stradali, sono destinati a diventare qualcosa di più, un villaggio o forse addirittura una colonia. Presso essi si commercia, e i costanti servizi richiesti dalle truppe romane attirano artigiani, cuochi, mercanti e prostitute.

La storia: Una giovane comunità sta nascendo, fedele a Roma, ma così lontana da essa e così vicina ai suoi nemici. Sotto il comando di un centurione della X legione, le truppe ausiliarie si addestrano quotidianamente, come se la guerra non fosse mai finita. Molti di essi sono veterani che hanno combattuto con Cesare, altri reclutati da poco tra i locali. Sorto nei pressi di un luogo sacro per i Celti, il castrum è rapidamente diventato un punto d’interesse, scambi, e di costante frequentazione. Qui due culture si incontrano all’ombra di due ali dorate. Roma ha piantato la sua aquila su queste terre e con essa ha portato la Pax Romana. Chiunque può assaporare la civiltà della Repubblica e godere dei suoi privilegi, ma guai ai vinti!

Ausiliari

Lucius Palatinus Severus
I - il centurione sodale di Caesar
Quintus Duilius Duccius
II - il mentore aureo
Belenus Fabricius Iulius
III - puer candidus
Maglorius Lugus
IV - l'ausiliare superstizioso
Artos
V - nostalgia della libertà
Segenos Iulius Italicus
VI - l'amorevole pater familias
Maponos
VII - il simbolo dell'alleanza
Marcus Iulius Corvus
VIII - l'ex legionario caduto in disgrazia
Paulus Aemilius
XXVI - ambitiosus et audax
Martius Ventidius Ianus Nero
CI - STAFF - Optio che addestra le truppe
Belenus
CXV - STAFF - ex-gladiatore al servizio di Martius Ventidius
Octavius Pinarius Calamus
CXVII - STAFF - messo del governatore delle Gallie

Popolani

Quirinus Marcius Barea Felix
IX - il sabino orgoglioso
Palatina Amata
X - cuore ribelle
Cassia Marina
XI - lo sguardo curioso
Decimus Cassius Litorius
XII - il mercante senza scrupoli
Hyrpus
XIV - costruire e disfare
Iulianus
XV - l'aspirante intellettuale
Brennus
XVI - il cuore che batte
Aquina Quintilia
XVII - la signora del mosaico
Trebius Fulcinius Claudus
XVIII - il mendicante invalido di guerra
Nero Tullius Flaminius
XIX - il pastore intransigente
Aesia Caecina
XX - la tela del ragno
Ennius/a Cestius/a Aulus/a
XXI - Poeta che sogna
Publius Hostilius Romulus
XXII - il mal-augurio
Gaius Maccius Flaccus
XXIII - italicum acetum
Anaxilaos di Larissa
XXIV - il medicus civilizzatore
Galenus Hibericus
XXV - libertà epicurea
Marcia Terentia
XXVII - la sacerdotessa inquieta
Sixtus Pontius Sabini
XXX - l'ombra del passato
Tiye
XXXI - libertà in cucina
Alexandros / Alexandra
XXXII - i saggi insegnamenti
Aureliana
XXXIII - la contadina che ha perso tutto
Asteria Palatina Lucii manumissa
CII - STAFF - liberta responsabile del mercato
Lafrenius
CIII - STAFF - saggio custode della forgia
Hortentius Statio
CVI - STAFF - aspirante mercante in cerca di affari
Orestes Palatinus Lucii libertus
CXIV - STAFF - liberto responsabile del mercato
Vacerra
CXVI - STAFF - pettegolezzi in latrina
Lucullus
CXIX - STAFF - taverniere della taberna
Glaucus
CXX - STAFF - taverniere della mensa
Syrus
CXXI - STAFF - schiavo siriaco dei tavernieri
Clemens
CXXII - STAFF - schiavo gallico dei tavernieri

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Germani

Germani

Ricmod
CX - STAFF - guida spirituale dei Suebi
Adelmar
CXI - STAFF - fiero campione dei Suebi
Chilperic
CXII - STAFF - commerciante dei Suebi
Ekkebert
CXIII - STAFF - mercenario dei Suebi

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Urbs

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Bene imperat qui bene paruit aliquando

La Storia: Le decisioni prese da Cesare negli ultimi anni hanno innescato una serie di conseguenze pressoché inarrestabili, che sembrano destinate a condurre Roma all’inesorabile tramonto della Repubblica. Questo ha spinto i più intraprendenti a dare fondo alle loro risorse, cercando di ritagliare per sé e per le proprie famiglie un ruolo che gli permetta di non venire travolti dal cambiamento imminente. Coloro che supportano lo status quo attuale hanno preso in considerazione l’allontanamento almeno momentaneo da Roma, che attraversa un periodo di forte instabilità, mai visto prima. D’altro canto coloro che cavalcano l’onda del cambiamento ritengono opportuno accelerare la venuta di un futuro che ormai appare più che prossimo, facendosi portavoce di questa spinta anche nelle propaggini più lontane dall’urbe.

La storia: Inviati al Castrum apparentemente per verificare lo stato delle cose, questo gruppo di viaggiatori proveniente da Roma non ha affrontato un viaggio così lungo e complesso per caso. Tra loro ci sono infatti figure di spicco, sia per quello che riguarda la vita politica che militare della macchina burocratica repubblicana. La loro non è una visita di cortesia ma una vera e propria missione, il cui scopo è quello di comprendere quale sia la percezione di ciò che avviene a Roma in questo luogo così lontano. Il loro viaggio non si limita tuttavia ad una mera opera conoscitiva, in un luogo segnato dall’eredità di Cesare, c’è chi desidera ritagliare per sé un posto di comando, rimpiazzando coloro che non si dimostreranno in grado di accettare le conseguenze del cambiamento che sobbolle nel cuore della Repubblica.

Urbs

Quintus Fabius Naso
XXXIV - il legato repubblicano
Titus Ovinius Dalmatius
XXXV - la recluta curiosa
Sertor Manlius Torquatus
XXXVI - l'aquila della legione
Andronicus Malleus
XXXVII - il guerriero sanguinario
Flavia Tertia
XXXIX - la matrona annoiata
Attica Octavia Fabiana
XL - la matrona di polso
Fabia Lavinia
XLI - la giovane domina irrequieta
Achilia Attica
XLII - l'ex gladiatrice fedele
Valeria Aemilia Pulcra
XLIII - la Vestale
Claudius Cornelius Monetus
XLIV - si vis pacem, para bellum
Marcellus Flavius Valerius
XLV - la longa manus di Roma
Alcmene Bellator
XLVI - la stella del tramonto
Mila
XLVII - aures acutae
Remen
XLVIII - la gioia del servire
Cecilia Cornelia Claudia
CV - STAFF - ricca vedova
Sextus Aurelius Maximus
CIX - STAFF - questore e patrizio di antica stirpe

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Viatores

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Audentes fortuna iuvat

La Storia: Incontrare piccoli gruppi di viaggiatori era piuttosto raro, specialmente un eterogeneo insieme di persone chiaramente parte di popoli e culture diverse: italici, greci e celti. Una delle circostanze in cui era possibile imbattersi in una comitiva tanto varia per provenienza e costumi era che queste persone fossero schiavi. Ricchezza e prestigio si misuravano col numero degli schiavi e di conseguenza un nutrito seguito di schiavi era sinonimo di grande fortuna del loro padrone.

La storia: Giungono alle porte del Castrum quali viaggiatori sconosciuti, quanto inattesi, e sono tutti al seguito di un uomo chiaramente molto ricco, non solo di oro, ma anche di schiavi e liberti. “Dominus”, lo chiamano, ma tra le genti della tribù dei Treveri c’è chi è pronto a giurare di riconoscere il viso, ora adulto, di un giovane che era stato loro amico o parente, tanti anni fa, prima che si perdessero le sue tracce e tutti lo credessero morto. Chi siano questi viaggiatori e cosa li spinga ai remoti confini di Roma è ancora un mistero.

Viatores

Niminios
LXXXI - amato padrone di schiavi
Siro
LXXXII - la guardia del corpo feroce
Vitalia di Tarso
LXXXIV - la gladiatrice incontrollabile
Naepor
LXXXV - Il talento misconosciuto
Faustus
LXXXVI - la volpe e l'uva
Nabil da Damasco
LXXXVII - il segreto dell'acciaio

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